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LA MAGIA DEL MUSEO MARINARO DI CANNITELLO

Cannitello  frazione di Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, si affaccia sullo Stretto di Messina offrendo uno scenario unico: le abitazioni che si affacciano direttamente sulla spiaggia, dalla quale si gode di una vista incantevole, nelle giornate di tempo sereno, da Capo Vaticano alle Isole Eolie.

Dal lungomare che collega Cannitello al centro di Villa San Giovanni, si possono ammirare le acque dello Stretto, nonché la costa siciliana che, nelle giornate più calme, sembra ancora più vicina per il suggestivo fenomeno della Fata Morgana, elemento tipico ed esclusivo della costa reggina dello Stretto.

A Cannitello c’è anche una bellissima realtà che merita di essere conosciuta sempre di più: il MUSEO MARINARO.

Il museo è  anche  sede  della sezione A.N.M.I di Villa San Giovanni, dedicata ad Alessandro Mondello , medaglia d’argento al valore militare, una delle oltre 370 presenti in Italia, il cui presidente nazionale è l’ammiraglio Pierluigi Rosati.

Il primo presidente  della sezione di Villa San Giovanni è stato  Giuseppe Cartella, oggi  è Domenico Pizzimenti.

Il  museo   dal 2014 è ospitato nell’antica sede del municipio, ed è frutto della dedizione di ex marinai della Marina militare e di appassionati della vita in mare.

Dopo tre anni di lavori, interventi e attività manuali (come per esempio i lampadari con relative decorazioni, il logo in graniglia sul pavimento della sala delle conferenze e altri dettagli che impreziosiscono la sede), posti in essere con generosità dagli stessi soci e dalle famiglie, la struttura è divenuta sede del museo .

Oggi accoglie cittadinanza, turisti e scolaresche,  e  si possono ammirare reperti preziosi provenienti da ponti di comando e più in generale da navi dismesse, oggetto di donazioni di soci e simpatizzanti;  come fanali per rendere visibile la posizione e la rotta delle navi ed evitare le collisioni, specie durante le ore notturne, la chiesuola contenente la bussola magnetica, apparecchiature elettriche e radio trasmittenti, un solcometro, eliche di propulsione, timoni, un  barografo, l’anemografo ,una tuta ignifuga e gli autorespiratori utilizzati in caso di incendi a bordo delle navi, quadri a tema e  un antico orologio meccanico, costruito nel 1923 a Genova dai fratelli Terrile di Recco.

Fa sognare una  bottiglia con dentro un messaggio in una lingua straniera, che tanto richiama quell’abitudine una volta molto diffusa di affidare alle onde le lettere per i cari con i soldi per il francobollo, affinché trovate da qualcuno, arrivassero sulla terraferma e fossero affrancate e spedite per giungere a destinazione, non ultime delle bellissime  anfore  in piombo.

Visitare il Museo Marinaro significa immergersi nella storia della navigazione, un’esperienza che profuma di mare e di avventure, e che rappresenta un patrimonio culturale di grande valore per il territorio.

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