



Nell’antica Grecia, nello specifico ad Atene, questa istituzione era ritenuta sacra, ed era luogo di crescita, e formazione culturale, nonché impegno e regola. Nel corso dei secoli e delle civiltà, a seconda degli stati sociali, la scuola ha sempre e comunque ricoperto la figura di istituzione importante ed inviolabile, l’insegnante figura portante ha sempre rivestito un ruolo fondamentale invalicabile.
Una piaga sociale molto diffusa, una nuova moda, violenza all’arma bianca nella scuola.
È notizia di qualche giorno fa, un episodio avvenuto in una scuola superiore della Spezia regione Liguria, un alunno accoltella un altro studente, il quale muore in ospedale il giorno seguente.
Ambedue studenti nello stesso istituto, si incontrano in bagno e per un banale chiarimento di una foto inviata da parte della vittima alla fidanzatina dell’aggressore, che voleva significare momento di ricordo di un’infanzia trascorsa, fa scattare la scintilla, prima l’alterco verbale, poi le minacce, infine d’avanti alla porta della classe la coltellata, sferrata da parte del fidanzatino offeso. Il fendente perfora la milza, invanì i primi soccorsi e le successive cure ospedaliere, il tutto ahimè si conclude in qualche ora, con il decesso del ragazzo.
Le vittime in realtà sono due, le famiglie distrutte sono due, in fallimento è tutta la società e le istituzioni preposte, ci chiediamo: che sta succedendo?
Qualche eccelso esperto in Psichiatria, avanza una teoria, la quale mette d’accordo molti, i nostri ragazzi non sono più abituati a subire un dolore, cosa vuol dire?
I nostri figli di fronte alle sconfitte, sia morali che materiali, non riescono a metabolizzare il tutto e razionalmente trovare una soluzione, quindi colpiscono, tentano di cancellare tutto, come avviene sull’apparecchio anche telefonico, basta cliccare un tasto e tutto scompare.
Sappiamo bene noi di altra generazione, che la realtà non è questa. Abbiamo fallito in qualche cosa, e forse su questo potremmo discuterne per qualche mese.
Le istituzioni corrono ai ripari, si va dalle proposte di istituire controlli all’esterno degli istituti scolastici, alla coercizione dei genitori per la presunta mancata educazione ai figli. Sappiamo bene che per cambiare le cose a questo punto bisogna che le istituzioni e la società, debbano lavorare molto nell’ambito educativo, sperando che ci possa essere un’inversione di marcia, e mettercela tutta in modo serio e professionale.


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