



C’è qualcosa di meravigliosamente poetico quando una città decide di schierarsi dalla parte della poesia. È quello che ha fatto il Comune di Palmi il 27 febbraio 2026, firmando una lettera d’intenti e aderendo alla Repubblica dei Poeti promossa da Wikipoesia. È una scelta simbolica legata al riconoscimento della cultura e della poesia non come ornamento, ma come strumento vivo, capace di tenere insieme le persone.
Wikipoesia sta costruendo dal 2019 una rete di città, autori e istituzioni accomunate da una convinzione semplice ma non scontata: che la poesia sappia parlare a tutti, e che possa diventare un modo per connettere comunità, valorizzare territori e aprire spazi di dialogo.
La Repubblica dei Poeti è il cuore di questo progetto: un luogo simbolico, un network internazionale in cui la parola poetica torna a circolare.
A spiegare la scelta dell’amministrazione è stata la f.f. sindaca Solidea Schipilliti: “La cultura e la poesia rappresentano strumenti fondamentali per rafforzare l’identità e il senso di comunità.
L’adesione alla Repubblica dei Poeti è un segnale di attenzione verso iniziative che promuovono la creatività, il dialogo tra le persone e la diffusione della cultura. Crediamo che anche attraverso la
poesia sia possibile valorizzare il nostro patrimonio culturale e favorire nuove occasioni di partecipazione e confronto.”
Parole che non suonano come una dichiarazione di circostanza. Sembrano, piuttosto, il riconoscimento di qualcosa che Palmi sa già fare.
Palmi infatti ha una storia culturale solida. Musica, teatro, arti visive, letteratura: nel tempo la città ha saputo esprimere esperienze significative in molti campi creativi, dimostrando una sensibilità
autentica verso tutto ciò che nutre la vita di una comunità.
In questo senso, l’adesione alla Repubblica dei Poeti non è una novità assoluta, ma è piuttosto un passo coerente con qualcosa che esisteva già.
Un modo per dare forma e visibilità a una vocazione culturale radicata e per inserirla in una rete che condivide la stessa visione: la cultura come bene comune, non come privilegio di pochi.
Non è stata prevista una cerimonia d’adesione: la stessa è diventata pubblica attraverso un comunicato stampa. Un gesto discreto, ma non per questo meno significativo.
La sindaca ha voluto ringraziare il Dott. Antonio Di Bianco per l’impegno con cui ha promosso l’iniziativa e accompagnato il coinvolgimento della città in questo progetto.
Viviamo in un tempo in cui il linguaggio pubblico corre: rapido, essenziale, immediato. In questo contesto, fermarsi e dare valore alle parole — ascoltarle, lasciarle agire — può sembrare fuori
tempo.
E forse è proprio per questo che è necessario.
Quando la poesia esce dalle pagine e torna tra le persone — nelle piazze, negli incontri, nei momenti condivisi — smette di essere solo letteratura. Diventa un modo di raccontarsi, di riconoscersi, di stare insieme.
E, spesso, anche di capirsi meglio.


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