



Rocco Giuseppe Tassone
(Gioia Tauro RC)
Il 3 agosto 2004 se ne andava una delle voci liriche più delicate della Piana: Licia Pronestì.
Nata a Cinquefrondi (RC) il 28 agosto 1929 ha vissuto a Gioia Tauro buona parte della sua vita. Il suo grande amore: la poesia! Una passione tenuta nel cassetto per molti anni e solo nel 1975 decide di partecipare a un concorso letterario. Incoraggiata pubblica la sua prima silloge Ombre e Luci edizione Convivio Letterario 1976, a cui seguiranno Il Lupo del 1995 e Soliloquio edizione Calabria letteraria 1994 ed ancora la commedia in versi Nu sulu sonnu e doppu fu la vita. Ci sarà postumo un nuovo volume nel 2016 sotto il titolo Le Poesie di Licia Pronestì Seminara edito da Pellegrini.
La poesia di Licia è una lirica sensibile e delicata ma a volte cruda come nel caso della poesia in vernacolo Povari Mammi:
“ Vecchia comu ‘na cerza di cent’anni, / ‘ntra ‘na caseda mezza sdarrupata, / nc’era ‘nu curupedu di quattr’ossa: / era ‘na mammareda assulicata. / La facci arripicchiata e ngrinzulata / comu ‘nu truncu siccu d’olivara, / li patuti mostrava, e li fatighi / di ‘na povera vita longa e amara. / Ntra ‘nu testu, dui coccia di suriaca / gugghjenu chianu ‘ntra lu focularu; / a li mura Madonni e figuredi, / e lu ritrattu di ‘nu visu caru. /
… Quandu li carbineri cumpariru, / mu ncunnu ca tornau, ma no n’appedi, sbidicau l’occhi senza capisciri: / chi sapia di protesti e di banderi? /
… A curupedru ncucchja a lu tambutu, / la barba chi toccava li dinocchia, / ferma comu ‘nu cippu ida stacia, / lu maccaturi nigru supa a l’occhia. / O mafia, o briganti, o russi, o nigri / vui chi tutti li chiazzi arrussicati, / cogghjtivi davanti a ‘sta caseda, / e chistu curupedu cuntenprati. / Sutta a la Cruci, fu ‘na Mamma sula, / ma chist’atri Carbari no mbiditi? / Fermativi! Spicciati d’ammazzari! / Ma ‘na Mamma, vui allora, no l’aviti?”
Raffaele Seteri: “ Ombre e Luci nella sinfonia di Licia Pronestì Seminara, chiaoscuri soffusi in un continuo incalzante canto d’amore, sia esso si sciolga, si ricomponga, gioisca, pianga, scherzi, si frantumi per il compagno di sempre o quello occasionale o soltanto sognato, sia esso diretto a Dio in un ansia di eterno, di infinito, di perdono, in una sete di bene; sia diretto alla propria terra, ai figli, alla madre. Fede in Dio, accettazione del dolore, senso del dovere…”
Altra lirica di grande sentimento: L’Agave
“ …quell’agave io son, / quella mi sento / e se ho patito / per scaldare il monte, / e se i clivi ho bagnato / col mio sangue, / ora non me ne dolgo. / Io sono in cima ormai, / e il mio fiore è fiorito, / pur se come racconta / un vecchio mito, / presagio della fine / è il suo fiorire.”
Tanta malinconia, tanta tristezza nei versi di Licia ma un grande sorriso nell’accoglierti nel suo salotto con una tazzina di caffè pronto e l’immancabile sigaretta tra le labbra. L’ultima volta che ci siamo incontrati fu al premio CORAB a Gioiosa Jonica dove io ritiravo il primo premio per la poesia Gghjommaru, lei abbracciandomi amorevolmente mi rimprovera che da tempo non andavo a trovarla e parlarle delle mie poesie.
Dal volume Soliloqio: Portami lassù
“ Quando sarà arrivata / per me l’ultima ora / e avrò concluso e chiuso / l’avventura, / portatemi lassù / sopra quel monte / dove scorsi – ora è tanto! – / quel piccolo, tranquillo / cimitero / … Calatemi pian piano / giù nella nuda terra / che calda mi ricopra, / essa che a tutti è madre. / Là sarà immensa pace…”
E poi la sua grande fede:
“Resta con me, Signore, / che si fa sera! / Dilegua dietro me, / sempre più fioca, / l’eco dei passi / di color che amo, / e ormai son sola…”
Sulla poesia di Licia Pronestì si potrebbe parlare e dire tanto ancora, come per la sua grande signorilità ed umanità. Le sue liriche ricche di pianto sono un grido all’umanità egoista ed egocentrica. Sentimento, passione, virtuosismo del linguaggio fanno di Licia Pronestì un poeta ricco di valori da trasmettere. Il suo sorriso, la sua cordialità fanno di Licia Pronestì la Signora che è stata e sarà nel ricordo di chi ha avuto l’onore di conoscerla, come il sottoscritto.



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