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I SOGNI

Quando la menzogna del giorno muore, nasce la verità della notte perché il sogno è la negazione della realtà. Molti di voi sicuramente obietteranno per quest’affermazione perché dovrebbe essere vero il contrario. Io dico solo, dipende! Vedete, noi siamo abituati a vedere ogni cosa che ci circonda con gli occhi, a toccare con le mani, a ragionare con gli elementi che l’intelligenza ci mette a disposizione per la conoscenza per cui tutto ciò che è materiale è reale, anche se io non osservo un oggetto, l’oggetto esiste indipendentemente da me che lo percepisco. Ma il reale è ciò che io voglio, che desidero e che amo? Nella stragrande maggioranza dei casi la risposta è no per cui durante il giorno viviamo una realtà non sempre in sintonia con la nostra volontà, è la notte poi, che attraverso i sogni, ci restituisce i nostri veri desideri. Il sogno, ci restituisce il “sogno “ovvero quella realtà che noi vorremmo vivere perché la vera storia dell’Umanità, quella imperscrutabile, è stata scritta e tramandata in gran parte attraverso i miti derivati dai sogni Nel sogno la mente, liberata dagli impulsi repressi durante il giorno, ci indica ciò che veramente è la realtà del nostro vivere, un vivere non libero ma inquieto e insoddisfatto.

Ovviamente questo non è che uno dei tanti significati del sogno, forse il più semplice ma non per questo meno importante. Definire i sogni non è facile anzi, è più complicato di quanto si possa pensare, tante sono le teorie in merito ed i tentativi di darne un significato corretto. Dal punto di vista scientifico il sogno è “un fenomeno psichico legato al sonno caratterizzato dalla percezione di immagini e sogni riconosciuti come

apparentemente reali dal soggetto sognante “(Wikipedia)

Da quando esiste il sogno? Il sogno è connesso allo stesso pensiero dell’uomo e lo ha interessato fin dai primordi della civiltà! La prima rappresentazione di un sogno può essere testimoniata dai diversi disegni a carboncino rinvenuti in una delle grotte di Lascaux (Dordogna Francia 12 settembre 1949) risalenti al Paleolitico. Su una delle pareti della grotta infatti, sono disegnati con un carboncino alcuni animali visti o immaginati come “l’uccisione di un bisonte durante una battuta di caccia! “una scena riprodotta ma anche probabilmente immaginata e legata ad un desiderio, un sogno.

La prima testimonianza scritta, invece, la ritroviamo in uno dei primi libri prodotti dall’uomo “L’epopea di Gilgamesh” risalente al 2000 a.C. su tavolette di creta asciugata al sole, ritrovate nella biblioteca di Assurbanipal. L’ opera, uno dei più importanti testi mitologici babilonesi e assiri, attualmente è conservata nel British Museum di Londra. Gilgamesh, re di Uruk, sogna un giovane gigante molto forte col quale ingaggia una dura lotta ma, sconfitto, adotta il gigante come suo gemello. Sarà la madre di Gilgamesh, (la dea Ninsun) alla quale il figlio racconta la visione avuta, a dare poi al sogno un significato molto positivo: la forza sarà la fedele compagna del figlio! Infatti Gilgamesh incontrerà poi il gigante Enkidu che, dopo una breve lotta, adotterà come fratello, Ed è proprio l’interpretazione dei sogni che assumerà grande rilievo in molte civiltà antiche, nei Sumeri, nella mitologia Norrena, nel Vecchio Testamento laddove i sogni del Faraone sono interpretati da Giuseppe come manifestazione di Dio (Diafania: la profezia che proviene da Dio); nel Nuovo Testamento quando, Claudia Procula, moglie di Pilato che, interpretando la visione del sogno, avvisa il marito dell’innocenza di Gesù. San Matteo, infatti, nel suo racconto della Passione di Gesù, riferisce: “mentre intanto egli se ne stava seduto in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: – non aver nulla da fare con quel giusto, perché oggi in sogno ho dovuto soffrire tante ansie per via di Lui “(XXVII, 19).

Ed anche Giulio Cesare, tempo prima, avrebbe evitato le 23 pugnalate delle fatali Idi di Marzo se avesse dato ascolto alla moglie Calpurnia che lo aveva pregato di non recarsi in senato quel giorno perché la notte precedente ella lo aveva visto in sogno trafitto da molte ferite!

Presso gli antichi Greci invece, i sogni assumono un ruolo di cura e guida spirituale. Anche nella filosofia i sogni hanno caratteristiche diverse, per Platone non sono altro che i nostri stessi pensieri caricati emotivamente così da formare un intreccio tra ragione e sentimento. Per Aristotele il sogno è un esaltatre della realtà, evidenzia cioè, quegli stimoli che abbiamo avuto durante il giorno e che il sogno ci restituisce in forma più intensa, Schopenhauer metaforicamente descrive la vita e il sogno come “i fogli di uno stesso libro, leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare “Ma la pietra miliare per l’analisi e l’interpretazione dei sogni resta “L’interpretazione dei sogni “di Sigmund Freud e la nascita della psicanalisi. Con quest’opera, Freud assegna al sogno una validità psichica affermando che i sogni sono desideri inconsci che operano all’interno della psiche, rafforzano i loro effetti durante il sonno per via della minore attività della coscienza ed hanno quindi, l’occasione di emergere sotto forma d’immagine onirica. Sarebbe ora per noi difficile approfondire questo aspetto del sogno sia perché non abbiamo le competenze necessarie per farlo e sia perché per noi in fondo…. “ i sogni son desideri /Di felicità /“ (dalla “Cenerentola “ di Walt Disney). Ecco perché quando il giorno muore e non dobbiamo più recitare quella parte che la realtà ci impone, la mente libera da ogni sorta di condizionamento, d’affanno, di preoccupazione, si affida, di notte, ai desideri, a ciò che dà gioia e cerca il suo paradiso dei sogni, il suo Eden dove vivere i suoi più intimi segreti,  e “nell’isola che non c’è”  la mente ritrova la leggerezza di volare nel mondo negato delle favole, dell’amore incantato, della fantasia pura e benefica che la ristora dagli affanni! Nel sogno riceve a volte la carezza e il calore di chi non c’è più, ascolta le parole d’amore mai sentite, vive tutte le sensazioni che la esaltano e la purificano perché il sogno è anche liberazione, purificazione, catarsi! In quel piccolo mondo precluso agli altri risiedono le nostre attese, le vittorie, le aspirazioni, si sprigionano quelle potenzialità negate e quello spirito creativo mortificato dai bisogni e dai condizionamenti quotidiani. Ma il sogno non è solo questo, il sogno è anche Arte, come disse un grande pittore: ”…prima sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni…” (Vincent Van Gogh).

E se Dante non avesse sognato non avremmo avuto quel capolavoro che è “ La Divina Commedia “ Il sogno è anche poesia, afflato, è quel filo di Arianna che ci lega alla bellezza del creato, alla sacralità delle nostre origini, a tutte le creature viventi e anche a tutto ciò che ancora non conosciamo, al nostro immaginario collettivo, e quando i poeti, i pittori, gli scrittori, i musicisti scrivono, dipingono, creano, esaltano, esprimono i loro stati d’animo dove credete che attingano le loro emozioni se non nei loro sogni? È il sogno che muove il mondo, che lo rende grande, se qualcuno non avesse sognato di volare non ci sarebbero stati gli aerei, se l’uomo non avesse desiderato conoscere, esplorare, navigare probabilmente ancora sarebbe all’età della pietra! Il sogno è la scintilla che attiva l’intelligenza, è il balsamo che cura le ferite dell’anima, è lo specchio che riflette l’essenza non l’esistenza, col sogno io volo, io rientro in me stesso, col sogno io “nel pensier mi fingo“ e il mio vagheggiare prende forma perché noi non siamo altro che desiderio. Noi, in fondo, “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni“ (Shakespeare “La-Tempesta).

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