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MOSTRA DALLA GIORDANIA AL VATICANO: “L’ALBA DEL CRISTIANESIMO”

Il 2025, anno giubilare, si è aperto con un grande respiro ecumenico e con uno slancio proteso a rafforzare atteggiamenti di pace come risposta ai terribili conflitti e alle tensioni che dilaniano diversi Paesi, soprattutto in Medio Oriente.

Nell’Angelus della prima domenica del Nuovo Anno, nel suo discorso Urbi et Orbi dalla Loggia di San Pietro, Papa Francesco ha ammonito le genti con le parole “Tacciano le armi!”, lanciando un appello ai potenti della Terra per la cessazione dei conflitti armati che stanno causando la morte e la sofferenza di milioni di persone nel mondo.

In questo contesto si colloca la mostra “L’alba del cristianesimo” in allestimento per tutto il mese di febbraio in Vaticano. A partire dal 31 gennaio fino al 28 febbraio sono esposti reperti risalenti agli albori della cristianità al fine di farne scoprire le sue radici in Giordania.

Organizzata dal Ministero del Turismo e delle Antichità e dall’Ente del Turismo della Giordania, l’esposizone è stata presentata nella capitale Amman, al St. Regis Hotel, in data 8 gennaio e gli interventi dei vari relatori ne hanno specificato il senso e le finalità. La mostra coincide con il 30esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Giordania e Santa Sede e con l’anniversario della visita nel Paese di San Paolo VI nel 1964. L’allestimento è di tipo immersivo e il pubblico può ammirare una collezione del tutto unica composta di oltre 80 reperti risalenti al I secolo d.C. che attraversano l’epoca bizantina, islamica e hashemita. Diversi reperti hanno ottenuto il riconoscimento dell’Unesco. L’esposizione è arricchita da elementi audiovisivi che favoriscono i visitatori in un coinvolgimento sensoriale lungo il percorso storico che si sviluppa temporalmente nel corso di duemila anni. Luogo del Battesimo di Gesù (il 10 gennaio è stata inaugurata la Chiesa del Battesimo di Gesù a Maghtas – Petra, alla presenza del cardinale Parolin), la Giordania è considerata da molti la “culla del cristianesimo”.  I cristiani, pur rappresentando circa il 4% della popolazione nazionale di 11 milioni di persone, sono  sempre stati una presenza forte e salda. Il ministro del Turismo e delle Antichità della Giordania, Lina Annab, durante l’inaugurazione ha ribadito che la mostra è stata realizzata in stretta collaborazione con il Vaticano e costituisce “un’opportunità per celebrare le radici della fede e rafforzare il nostro impegno nel preservare questi luoghi sacri”, riferendosi in particolare al luogo del Battesimo di Gesù. Inoltre Annab ha aggiunto che tale iniziativa intende salvaguardare i cristiani in Giordania e nella regione come parte         costitutiva ed essenziale del suo passato, del presente e del futuro. Parlando della mostra, il ministro ha spiegato che l’esposizione, unica nel suo genere, sarà di tipo “mobile”, infatti, dopo la prima tappa in Vaticano, continuerà il suo viaggio in altri Paesi e in altri siti. Abed Al Razzaq Arabiyat, direttore generale del Jordan Tourism Board, ha dichiarato che “il trasferimento mobile” dell’esposizione costituisce una “opportunità storica” per presentare le “radici del cristianesimo” in Giordania, nonché un’esperienza spirituale per i visitatori. Arabiyat ha rimarcato che attraverso questo evento la Giordania intende fare comprendere come sia intenzione del suo Governo proteggere e preservare il cristianesimo nella promozione di tolleranza, pace e unità.

L’esposizione consente inoltre di far addentrare i visitatori nel passato della nazione del Medio Oriente. Infatti sono evidenziati, nell’allestimento, cinque siti, cominciando da Maghtas (luogo del battesimo di Gesù), ma anche il Monte Nebo, luogo del riposo finale di Mosè; la chiesa di Nostra Signora della Montagna, che commemora la Beata Vergine Maria; Tel Mar Elias, dove nacque il profeta Elia; Machaerus, terra che racconta la stora del martirio di San Giovanni Battista.

Una mostra dunque che travalica la finalità culturale e il cui significato sfocia nel grande mare della storia quale esperienza dell’unità dell’origine umana, alla riscoperta delle comuni radici. Iniziativa volta all’insegna della celebrazione della pace, dell’unità e della duratura convivenza nel pluralismo delle identità culturali e religiose.

Nell’ambito della magnificenza di questo anno giubilare, il valore specifico di questa mostra è quello di richiamare i credenti e i non credenti all’impulso insito in ogni uomo di mettersi “in cammino”, in modo materiale o interiore, alla ricerca di significato e nella risoluzione dei conflitti personali e sociali. Il tema del Giubileo, “Pellegrini di Speranza”, costituisce un’occasione importante per riappropriarsi del concetto di essere cittadini del mondo, corresponsabili di quanto accade e chiamati ad azioni di pace e ad atteggiamenti di speranza. La mostra “L’alba del cristianesimo” rappresenta un’ottima occasione per visitare Roma in questo Anno Santo, oltrepassare la Porta Santa eccezionalmente aperta, e visitare un’esposizione straordinaria per bellezza, cultura e significato ecumenico: un passo personale da pellegrini verso la pace.

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