


Cara Lidia,
mi chiamo Alice, ho 26 anni. Girando su internet mi sono imbattuta per caso in alcuni forum frequentati da persone che si definiscono “incel”. Mi ha colpito – e anche un po’ spaventato – il tono violento e pieno di rabbia verso le donne.
Allo stesso tempo, però, ho sentito anche tanto dolore e frustrazione dietro quelle parole.
Mi chiedo: chi sono davvero queste persone? È solo odio verso le donne, oppure c’è anche un disagio più profondo che la società non riesce a capire? E perché tutto questo succede proprio oggi, in un periodo in cui si parla tanto di libertà e parità tra uomini e donne?
Cara Alice,
La tua domanda è molto importante, perché affronta un tema complesso con sensibilità e curiosità.
La parola incel significa “celibe involontario”, cioè uomini che non riescono ad avere relazioni o rapporti sessuali pur desiderandolo. Dietro questo termine, però, c’è un mondo più complicato di quanto sembri.
Nei forum incel si trovano spesso messaggi pieni di rabbia e odio verso le donne. Ma, se si guarda più a fondo, si scopre che dietro quella violenza c’è spesso solitudine, senso di esclusione e incapacità di gestire il rifiuto o la mancanza di legami.
Molti di questi uomini si sentono “sbagliati”, non desiderati, poco attraenti. Si confrontano continuamente con modelli di successo e di bellezza irraggiungibili, e finiscono per sentirsi falliti. Online trovano altre persone che provano lo stesso disagio, e questo li fa sentire meno soli, ma allo stesso tempo rinforza la loro rabbia e la convinzione che la colpa sia “delle donne”.
In realtà, il problema non è solo la mancanza di relazioni, ma l’idea che una relazione sia qualcosa di dovuto. È come se l’amore e l’intimità fossero un diritto da ottenere, e non un incontro libero tra due persone.
Quando questo non avviene, la frustrazione si trasforma in rancore.
Questo fenomeno cresce oggi perché viviamo in un periodo di grandi cambiamenti nei rapporti tra uomini e donne. Le donne sono più libere e indipendenti, i ruoli tradizionali si stanno modificando, e molti uomini si trovano in difficoltà nel ridefinire la propria identità.
Se mancano gli strumenti per capire e gestire queste trasformazioni, la libertà dell’altro può essere vissuta come una minaccia o come una perdita di valore personale.
Non tutti gli incel sono violenti o pericolosi. Molti sono persone fragili, che soffrono per la solitudine e non sanno come costruire legami affettivi. Questo non giustifica la violenza, ma ci invita a guardare il problema con più attenzione e meno giudizio.
Per capire davvero questo fenomeno, dobbiamo chiederci perché tanti uomini non riescono più a vivere serenamente il desiderio, il rifiuto e la vulnerabilità. Forse manca un’educazione affettiva che insegni a gestire le emozioni, ad accettare la frustrazione e a vedere l’altro come una persona libera, non come un premio da conquistare.
La violenza e l’odio vanno sempre condannati, ma dobbiamo anche imparare a riconoscere il disagio che li alimenta.
Solo così possiamo prevenire che la solitudine diventi rabbia, e aiutare chi si sente escluso a trovare modi più sani per vivere sé stesso e gli altri.


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