



Cara Lidia,
ti scrivo perché mi trovo in una situazione che mi confonde.
Dopo una relazione finita male, ho cominciato a frequentare un uomo che inizialmente sembrava tutto quello che cercavo: attento, divertente, presente. Mi scriveva ogni giorno, mi faceva regali e complimenti, sembrava davvero coinvolto. Mi diceva cose importanti, anche troppo in fretta.
Ma da qualche settimana qualcosa è cambiato. Si fa sentire meno, sparisce per giorni e quando lo fa sembra infastidito dalle mie domande. Quando provo a parlargli apertamente, mi accusa di essere “troppo” – troppo sensibile, troppo esigente, troppo intensa.
Io non credo di chiedere nulla di assurdo: solo coerenza e rispetto. Ma una parte di me comincia a dubitare di sé, come se stessi esagerando. Non riesco a capire se sto diventando insicura… o se lui mi sta facendo sentire così.
Tu che ne pensi?
– Martina, 34 anni
Risposta di Lidia:
Cara Martina,
quello che racconti è, purtroppo, molto più comune di quanto immagini. E il fatto che tu riesca già a descrivere con lucidità ciò che sta accadendo è un primo, importante atto di coraggio. Quello che stai vivendo ha un nome preciso, ed è un meccanismo subdolo: si chiama love bombing.
Il love bombing è una strategia relazionale che si presenta sotto forma di un corteggiamento intensissimo: l’altra persona ti investe di attenzioni, parole dolci, gesti premurosi, dichiarazioni improvvise e travolgenti. In un primo momento ti senti finalmente “vista”, come se qualcuno avesse acceso una luce proprio su di te. Ti fa sentire unica, speciale, desiderata. Ma tutto questo – ed è la parte difficile da accettare – non nasce da un sentimento profondo e stabile, bensì da un bisogno di controllo, da una ricerca di conferma del proprio potere seduttivo. È teatro, non verità.
Poi, a un certo punto, la musica cambia. Il tono si fa più freddo, il contatto si dirada, i silenzi diventano appuntamenti mancati con la coerenza. E quando provi a chiedere spiegazioni o esprimere il tuo disagio, la risposta non è dialogo, ma discredito: sei troppo sensibile, troppo esigente, troppo intensa.
Ecco l’altro lato del love bombing: dopo averti portata in alto, spesso senza nemmeno chiederti se volevi davvero salire, ti lascia cadere. E ti convince, magari senza dirlo apertamente, che se stai male è colpa tua. Che sei tu a voler “troppo”.
Ma cara Martina, tu non sei troppo. Tu sei viva, presente, emotivamente onesta. E tutto questo è un valore, non un difetto.
Non è strano che cominci a dubitare di te stessa: è esattamente ciò che questi meccanismi producono. Ti tolgono la terra sotto i piedi, fino a farti chiedere se sei tu a non saper camminare.
Ma in realtà è il terreno che non era solido. È il gioco che era truccato.
L’amore, quello vero, non ha bisogno di accelerare tutto all’inizio per poi punirti con il vuoto. L’amore sano ha un respiro umano: è fatto di presenza costante, chiarezza nei gesti, ascolto reciproco. Non ti lascia nel dubbio, e soprattutto non ti punisce per avere dei bisogni.
Martina, meriti una relazione che non ti faccia sentire in colpa per la tua sensibilità, ma che la accolga come una parte preziosa di te.
Meriti qualcuno che non scompaia quando smetti di essere una conquista e cominci a essere una persona reale, con le tue domande, le tue emozioni, le tue sfumature.
Non sei insicura: stai solo cercando di orientarti in una dinamica che destabilizza chiunque. E la tua lettera è già un primo passo fuori da quella nebbia.


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