



Incastonato tra Francia e Spagna, il Principato di Andorra è da secoli un caso unico in Europa. Nel 2026, dopo anni di negoziati, il Consiglio dell’Unione Europea ha autorizzato la firma dell’Accordo di Associazione con Andorra e San Marino. I cittadini andorrani decideranno ora con un referendum il proprio futuro europeo: più integrazione, rispettando l’identità e le specificità del Principato.
I negoziati sono stati complessi perché dovevamo trovare un equilibrio tra due obiettivi altrettanto importanti: una maggiore integrazione in Europa e la preservazione delle specificità che definiscono Andorra come piccolo Stato. I momenti più delicati sono stati legati proprio a quegli ambiti nei quali le nostre peculiarità richiedevano soluzioni adeguate.
Fin dall’inizio, abbiamo difeso la necessità di tutelare elementi essenziali come la gestione dei flussi migratori, la sostenibilità dei nostri servizi pubblici, il modello delle telecomunicazioni o le peculiarità del settore finanziario. Era inoltre fondamentale garantire che le dimensioni ridotte del Paese fossero tenute in considerazione nell’applicazione della normativa europea.
Il risultato più significativo è stato raggiungere un accordo equilibrato, che apre nuove opportunità per cittadini e imprese senza rinunciare alla nostra identità istituzionale né alla nostra capacità decisionale in ambiti strategici. È un accordo che riconosce esplicitamente le peculiarità di Andorra e costituisce un precedente molto rilevante per i piccoli Stati europei.
Il processo è ormai entrato in una fase decisiva. Il 15 luglio 2026, i rappresentanti permanenti dei 27 Stati membri dell’Unione Europea hanno approvato all’unanimità l’Accordo di Associazione con Andorra e San Marino, confermandone inoltre la natura mista e dando il via libera affinché il Consiglio dell’Unione Europea potesse procedere verso la firma. Il giorno successivo, lo stesso Consiglio ha autorizzato formalmente la firma e l’applicazione provvisoria dell’accordo. Si tratta di un passaggio molto importante, che consente di considerare concluso il testo negoziato e di aprire la strada verso la sua ratifica.
I prossimi passaggi prevedono ora la firma formale dell’accordo da parte degli Stati membri, di Andorra, di San Marino e della Commissione Europea. Successivamente inizierà la fase di ratifica. Trattandosi di un accordo misto, dovrà ottenere l’approvazione del Parlamento Europeo e, parallelamente, dei parlamenti dei 27 Stati membri. Una caratteristica importante è che il testo è ormai stabilizzato, quindi può essere approvato o respinto, ma non modificato attraverso emendamenti.
Per quanto riguarda Andorra, il Governo ha assunto l’impegno affinché siano i cittadini ad avere l’ultima parola. Una volta che il Parlamento Europeo avrà dato la propria approvazione, convocheremo un referendum consultivo affinché la cittadinanza possa esprimersi su una decisione strategica per il futuro del Paese. Se il risultato sarà favorevole, l’accordo sarà successivamente sottoposto al Consell General per la ratifica definitiva, che richiederà una maggioranza qualificata dei due terzi.
La Francia è stata un partner fondamentale durante tutto il processo, così come lo è stata la Spagna. Entrambi i Paesi conoscono bene la realtà andorrana e hanno compreso l’importanza strategica che una relazione più stretta con l’Unione Europea riveste per il nostro futuro.
Il sostegno espresso dal coprincipe Emmanuel Macron durante la sua visita nel Principato è stato particolarmente rilevante perché ha confermato la fiducia della Francia nel lavoro svolto e nella capacità di Andorra di affrontare con successo questa nuova fase. Ma, al di là delle singole dichiarazioni, ciò che conta è il sostegno costante che abbiamo ricevuto dai nostri due Paesi vicini durante tutti questi anni di negoziati.
La situazione geografica e giuridica di Andorra è particolare. Siamo uno Stato che non dispone di un aeroporto internazionale né di frontiere esterne dirette con Paesi terzi. Per questo motivo, la priorità non era un’adesione formale a Schengen, bensì garantire un’integrazione pratica ed efficace che facilitasse la mobilità delle persone.
La soluzione raggiunta consente di mantenere la cooperazione esistente con Francia e Spagna e garantisce la continuità degli spostamenti quotidiani in condizioni simili a quelle attuali. Per i cittadini e i lavoratori transfrontalieri, l’obiettivo è precisamente quello di rendere la mobilità più semplice e maggiormente integrata nel quadro europeo.
Proprio perché si tratta di un settore strategico, abbiamo negoziato periodi transitori specifici. L’apertura al mercato unico rappresenta un’opportunità straordinaria per gli istituti finanziari andorrani, che potranno accedere progressivamente a un mercato di oltre 450 milioni di consumatori.
La transizione consentirà di adeguare strutture, procedure e quadri normativi in modo graduale e ordinato. L’obiettivo non è trasformare il settore dall’oggi al domani, ma rafforzarlo, aumentarne la capacità competitiva e facilitarne l’internazionalizzazione.
Riteniamo che l’accordo offra al sistema finanziario una piattaforma di crescita molto più solida e sostenibile per i prossimi decenni.
L’accordo ha una dimensione molto concreta per i cittadini. La differenza fondamentale è che vieta la discriminazione basata sulla nazionalità, senza conferire diritti politici. Pertanto, faciliterà le opportunità di mobilità accademica e professionale, amplierà il riconoscimento delle qualifiche e migliorerà la capacità delle nostre imprese di creare occupazione di qualità.
Rafforzerà inoltre la certezza del diritto per i cittadini nei loro rapporti con gli altri Paesi europei e consoliderà i meccanismi di cooperazione in ambiti di interesse comune.
In definitiva, vogliamo che gli andorrani abbiano maggiori opportunità per studiare, lavorare, avviare attività imprenditoriali e realizzare i propri progetti di vita in uno spazio europeo più integrato, continuando al tempo stesso a vivere in un Paese dotato di una propria piena identità.
I benefici riguarderanno numerosi settori. Il turismo continuerà a essere uno dei principali motori economici del Paese e potrà beneficiare di una maggiore integrazione e visibilità internazionale.
Esistono inoltre importanti opportunità per i servizi professionali, le attività digitali, l’innovazione, l’economia della conoscenza e le imprese legate alle nuove tecnologie. Il nostro obiettivo è diversificare l’economia e generare nuove attività ad alto valore aggiunto.
Al di là degli effetti economici, l’accordo apporta stabilità, prevedibilità e una posizione internazionale più solida per Andorra in un contesto globale sempre più esigente.
La sovranità non consiste nel rimanere isolati, ma nel disporre degli strumenti necessari per decidere il nostro futuro. L’accordo non trasforma Andorra in uno Stato membro dell’Unione Europea né comporta una cessione di sovranità paragonabile a quella effettuata dagli Stati che ne fanno parte.
Andorra conserverà pienamente le proprie istituzioni, il proprio sistema politico, la propria rappresentanza internazionale, la propria politica fiscale — diretta e indiretta — e la propria capacità decisionale in numerosi ambiti essenziali. Allo stesso tempo, nei settori in cui parteciperemo al mercato interno sarà necessario applicare determinate norme comuni, come avviene in qualsiasi spazio economico integrato.
La differenza fondamentale è che lo faremo nella nostra condizione di Stato sovrano e preservando le nostre specificità.
È comprensibile che un accordo di grande complessità giuridica e tecnica generi dei dubbi. Probabilmente, la questione più difficile da spiegare è stata proprio il fatto che l’accordo non implica né l’adesione all’Unione Europea né la perdita della sovranità, bensì un’integrazione settoriale e adattata alle nostre peculiarità. In particolare, il mantenimento della nostra competitività fiscale e del controllo della nostra politica migratoria.
Nei prossimi mesi continueremo a intensificare gli sforzi di informazione e sensibilizzazione. Vogliamo che tutti i cittadini dispongano di informazioni rigorose, verificate e accessibili, affinché possano formarsi una propria opinione.
Il nostro impegno è favorire un dibattito sereno, trasparente e basato su fatti e argomentazioni oggettive.
La priorità è fare in modo che la cittadinanza possa esprimersi quando disporrà di tutte le informazioni necessarie, compresa la certezza che l’insieme delle istituzioni dell’Unione Europea abbia approvato il contenuto del testo, e quando il contesto istituzionale sarà quello più adeguato per garantire un dibattito incentrato esclusivamente sull’accordo.
Per questo motivo, il Governo ritiene opportuno evitare che la consultazione coincida con processi elettorali che potrebbero alterare il dibattito su una questione di Stato. La data sarà stabilita quando saranno presenti tutte le condizioni necessarie per lo svolgimento di un referendum informato e pienamente democratico.
Per quanto riguarda il futuro, l’Accordo di Associazione è uno strumento concepito per rispondere alle esigenze attuali e prevedibili di Andorra. Spetterà alle generazioni future e ai cittadini decidere quale grado di relazione desiderino mantenere con l’Europa. Oggi è importante dotare il Paese di un quadro stabile che gli permetta di affrontare con adeguate garanzie le sfide dei prossimi decenni.
Si ringrazia il Capo di Governo, Xavier Espot Zamora, per la disponibilità e per il tempo dedicato all’intervista.


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