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L’ALVEOLO PERFETTO ESISTE?

Spoiler: l’alveolo perfetto non esisite.

Negli ultimi anni la corsa all’alveolo perfetto ha reso ogni panificato nel mondo dell’arte bianca una questione di estetica e meno di contenuto.

Partiamo dalla realizzazione chimica: una pizza alveolata è un prodotto finito con una struttura interna leggera e soffice, praticamente sono grandi bolle d’aria ottenute grazie ad un’alta idratazione (acqua nell’impasato), medie/lunghe lievitazioni e soprattutto da farine di media forza. La maglia glutinica ingabbia l’anidride carbonica che viene prodotta dalla fermentazione.

Dal 2020 o forse anche prima, nel mondo dei social la corsa al miglior piatto da fotografare si fa sempre più intensa, anche nel mondo della panificazione, soprattutto quando eravamo costretti a rimanere chiusi in casa a causa del covid, mesi turbolenti e faticosi dove l’acquisto di un cubetto di lievito fresco al supermercato era diventato una vera sfida tra essere umani, e meno umani.

La forma che prevale sul contenuto, prima si chiamava “moda del momento” mentre oggi gli diamo il nome di “virale” che sia un video, un reel, una foto, una frase, uno stile di pizza. Esattamente un modo di produrre qualcosa, come appunto, la pizza fatta in casa. Il periodo del coronavirus ci ha visti tutti impegnati a voler creare, mettere le mani in pasta sperando di riuscire a realizzare qualcosa di autentico, bello da fotografare, bello da far vedere. Come una scala immaginaria, siamo sempre tutti indaffarati a raggiungere qualcosa di super elevato, come se solo il raggiungimento di certi livelli può davvero farci sentire appagati.

Spoiler parte 2: nulla, di elevato e stupefacente può farci raggiungere la felicità, o in questo caso, la pizza più buona e instagrammabile.

 

E ora entriamo nel vivo dell’arte bianca: a tutti i costi, con tutti i mezzi possibili, inizia una corsa sfrenata a chi ce l’ha più grosso, l’alveolo si intende, a chi riesce a creare la pizza più alta, che sia napoletana contemporanea, pizza in teglia romana, focaccia, chi più ne ha più ne metta, tra impasti indiretti, maturazioni lunghissime, piccoli sperimentatori alle prese con farine di ogni tipo, pur di far valere il proprio alveolo perfetto. E poi? E poi quanta passione, sentimento e conoscenza rimane dietro quelle pizze super alveolate?

E solo attraverso la mia testimonianza posso dirvi che, la corsa alla pizza più alveolata non mi ha portata da nessuna parte, perchè innanzitutto non davo valore al processo, non lo valorizzavo e non consideravo il sentimento che stava crescendo dentro di me nei confronti del mondo dei lievitati, cercavo disperatamente solo di raggiungere pizze all’avanguardia, da far invidia al miglior pizzaiolo. Grazie al cielo non solo i piccoli e grandi lievitati maturano, ma anche noi comuni mortali se lo vogliamo, e quando lo vogliamo capiamo davvero cosa è davvero importante: l’amore che ci mettiamo, la perseveranza e la conoscenza.

 

Il tempo passa, la moda cambia e l’alveolo non interessa più a nessuno, dopo sei lunghi anni dal covid ci siamo avvicinati ad un concetto più equilibrato dove il contenuto è tornato finalmente a farsi spazio tra gli estremismi inutili. Tra i professionisti del campo, gli appassionati come me e gli amatoriali in casa, ci siamo resi conto che in fondo, a vincere sarà sempre il sentimento, cioè la bellezza nell’assaporare una buona pizza fatta in casa, tra lievitazioni equilibrate, conoscenze che ci fanno capire che non esiste la perfezione, ma solo l’amore che si impiega nel raggiungere un obiettivo. Senza grandi fronzoli, senza essere dei chimici sperimentatori accaniti, torniamo all’equilibrio, torniamo ad amare il processo di una lievitazione, di una maturazione lenta e controllata, torniamo ad amare le pizze che ci facevano le nostre mamme, dove l’unico loro obiettivo era trasmettere l’amore per le cose buone, genuine e autentiche e non una corsa sfrenata alla pizza più bella del mondo, bensì la pizza più buona che potevano donarci.

Conclusione: le mode passano, l’amore resta. E se avete amore per il buon cibo, scoprirete che la forma non ha nessun valore se non ha un buon contenuto.

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