Riflessi e colori
- Un Mondo a colori




In un bel villaggio colorato e bizzarro vivono due gnomi, babbo e figlio: Ciclamino e Tinello. Una bella mattina di sole i due si svegliano e si preparano. Tinello deve andare alla scuola materna. Per raggiungere la scuola devono prendere la Funivia Gnoma, un mezzo di trasporto speciale, veloce e unico nel suo genere. Babbo e figlio arrivano alla funivia, ma con loro grande tristezza scoprono che si è rotta: gnomi appesi a tieni-mano chiedono aiuto cercando di non guardare il vuoto sotto di loro. Ciclamino è già in ritardo per il lavoro. «Babbo, ora come facciamo ad arrivare a scuola?». «Prenderemo la strada più lunga, tesoro» sospira Ciclamino. Così si incamminano per arrivare alla Grande Strada. Il sentiero è composto da un manto sassoso, circondato da alti alberi e cespugli verdi colmi di more, lamponi e mirtilli blu. Poco dopo arrivano al Fiume Incantato: un fiume cristallino e argenteo in cui nuotano e sguazzano tantissimi pesciolini e galleggiano ninfee verde smeraldo. Ai lati crescono canne di bamboo, fiori simili all’arcobaleno e violette piccole piccole. Sulla sponda ci sono tante barchette di mille colori con due remi ciascuna. Salgono su quella gialla e anche loro iniziano a remare raggiungendo gli altri. L’ultima tappa per arrivare a scuola è le Liane Gnomiche! Lo gnomo guardiano aiuta Tinello a salire su una lunga liana mentre suo babbo sale su quella a fianco. I due si danno una bella spinta con i piedi e Tinello vede da lontano la scuola e saluta suo babbo. Ciclamino guarda l’orologio e scopre di aver fatto molto tardi. «Babbo, ma adesso per colpa mia non puoi più andare a lavorare?». «Non ti preoccupare, piccolo mio. Non è stata colpa tua se la funivia si è rotta. Inoltre, mi è piaciuto molto fare questa avventura con te e passare del tempo insieme». Tinello sorride, i due gnomi si abbracciano e Ciclamino augura una bella giornata a suo figlio. Intanto Tinello è entrato in classe e si siede al suo banco ripensando a quanto si è divertito col suo babbo. La mattina scorre veloce. Suona la campanella che indica la fine della scuola. Tinello esce e vede Ciclamino davanti alla porta. Scende di corsa dalle scale e si fionda tra le sue braccia. «Babbo, ma poi la funivia è ripartita?». «Sì tesoro! Non sono andato a lavorare, così ne ho approfittato per prepararti un buonissimo pranzetto per festeggiare questa giornata passata insieme!». «Evviva, grazie babbo!!! Ti voglio bene!!!». Così i due si avviano verso la Funivia Gnoma, pronti per una nuova avventura. Arriva la sera. Tinello si prepara per andare a letto. Ciclamino gli legge un bel libro di favole gnomiche. «Buona notte, Tinello. Ti voglio bene». «Buona notte babbo!!! Anch’io ti voglio tanto bene!!! La sai una cosa?» sorride Tinello. «Spero che anche domani la funivia non funzioni». Ciclamino sorride, gli dà un bacio sulla fronte e spegne la luce.


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