Riflessi e colori
- Un Mondo a colori




Circa undici anni fa, durante una serata di chiacchiere tra amiche, si è anelata l’idea di creare un gruppo di lettura in un territorio che si presenta ancora arido sotto questo profilo. La proposta viene vagliata con entusiasmo. Poco tempo dopo, a Gioia Tauro, nasce il “LAB Donne”, inteso, così come in altre realtà, occasione di analisi e confronto intellettivo. Si sa, l’interpretazione di testi storici o attuali, realistici o inventati, invoglia sì a leggere, ma anche a leggersi, nonché a conoscere ma anche a conoscersi. Passo dopo passo, grazie alla tenacia e alla dedizione delle due capitane fondatrici, Monica Della Vedova e Saveria Lollio, costanti e instancabili promotrici di iniziative, la squadra femminile cresce. Chiunque desideri parteciparvi, può farlo liberamente, così come liberamente può decidere di allontanarsi. Nell’immaginario è come se si salisse a bordo di un caravan, che percorre i viaggi del sapere; ogni donna ha facoltà di scegliere a quale tappa scendere con la consapevolezza di poterci risalire in un poi, oppure decidere di proseguire il viaggio. La policromia che da subito contraddistingue il gruppo, si raffigura nelle diverse professionalità delle donne che lo formano; insegnanti, commercianti, psichiatre, avvocate, impiegate, casalinghe, architette. Iniziano a collaborare mettendo al servizio del gruppo, le loro tendenziali attitudini. Ben presto, il LAB apre la quinta ai dibattiti sulle molteplici tematiche esposte dagli autori dei libri trattati. Oggi, al “Tauro Book Festival”, che, ogni anno, si svolge in città, si ragiona di letteratura e di attualità, ma anche di cronaca, giustizia e legalità. Il LAB è iscritto al portale dei gruppi di lettura nazionale (gruppidilettura.it): qui è possibile visualizzare la maggior parte delle attività effettuate dal gruppo.
Il LAB è sempre attento ai temi afferenti la sfera umana ed esperimenta il laboratorio emozionale. Si tratta di un esercizio, in cui ciascuno mette in gioco i propri sentimenti, lasciando cadere la maschera delle forzature convenzionali per lasciare emergere le proprie affettività nascoste. Molto sensibile anche alle questioni femminili, il LAB attua diverse manifestazioni pro-donna. Ma la foga e la forza del gruppo sono guardare oltre. Così approda in un progetto sociale, dedicato a chi vive luoghi di punizione e di costrizione: le carceri. Lo scopo di questo progetto è un punto focale della detenzione, che purtroppo, per varie ragioni, viene accantonato o dimenticato: la rieducazione. In tal senso, il Lab, attraverso il progetto, mette in moto il cuore e la ragione di questi uomini, operando due metodiche, la lettura condivisa e la finezza del sentire, che di pari passo procedono concatenate l’una all’altra. Esse mirano a costruire un cavalcavia tra la vita rinserrata e quella oltre la barricata. Il primo progetto “Oltre le sbarre – Donne” si svolge all’interno della sezione femminile della Casa circondariale “G.Panzera” di Reggio Calabria; il secondo, ancora in corso, “Oltre le sbarre – Uomini”, si attua nella sezione maschile della Casa Circondariale “Salsone” di Palmi. Oggi, il Lab è in continuo divenire. Potendo riavvolgere il nastro del tempo, tornerebbero in mente i versi di una nota canzone di Gino Paoli “Eravamo quattro amici al bar… con la voglia di cambiare il mondo…” Forse è utopia credere di poter cambiare il mondo, ma per tutte queste donne non è affatto utopia la voglia di continuare a fare per il mondo. Ed è ciò, che ci si auspica per il LAB del domani.


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